Egli disse a lei, che s'annidava nelle sue braccia, e lo disse come per esprimere quella imprecisa paura:

— Non odi?

— Che?

— Un rumore...

Ascoltarono.

Tutto il giardino dormiva. Solo, tra ramo e ramo, tra foglia e foglia, qualche rapido crepitìo, qualche sussulto fugace interrompeva l'odorato silenzio, metteva nell'ombra effusa di chiaror lunare un risveglio pieno d'ambiguità. Su la terra, nell'impenetrabile intrico dell'erbe, si agitavano vite furtive; in alto, fra i tacenti nidi, sotto le volte sonore dei padiglioni arborei, gli sciami notturni come orchestre in sordina aliavano senza tregua producendo un indefesso ronzìo. Laggiù, nella vasca, lo zampillo tenuto basso pullulava piano piano, scorrendo in un rivolo quieto che non sciacquava, ed ogni tanto interrompendosi come per riprender lena. Ad intervalli vi si udiva uno schianto: era forse una ranocchia, od un rospo, che dal margine vi saltava dentro, sul ventre piatto. Dai piccoli sentieri, fra i cespugli, sbucava un odore intenso di fioriture nascoste; poi d'improvviso, nell'inclinar del vento, la fragranza del maggengo non mietuto, che arruffandosi ad ogni folata prolungava per i campi una sonorità non dissimile dal tintinnìo d'un metallo, e in vicinanza, in lontananza diminuiva, come uno strepito di verghe d'argento.

Senza parlarle, quasi con ira, egli appoggiò contro la sua fronte una mano fredda, e piegatole il capo [pg!68] all'indietro si curvò su lei, come se lo struggesse la tentazione di dirle una parola terribile, di confidarle un segreto immane, ma volesse prima leggere ne' suoi femminili occhi se aveva una così forte anima da poterne contenere in sè la tragica violenza.

— Ascóltami, — egli disse, con voce sorda, che pareva il rombo d'una soverchia fatica interiore, — ascóltami, Novella, e médita bene prima di rispondere.

Poi fece una pausa ed accrebbe la lentezza delle sue parole. Domandò: — Fino a che punto puoi amare un uomo?

— Non un uomo — ella fece, con perdizione, — te solo, te solo...