Con una certa cura la bambinetta vuotò il grembiule sul margine del prato, fece in modo che il suo fascio non si disperdesse, poi cominciò a correre. Aveva in testa un cappello di paglia che la copriva come un ombrellone, ma il sole tuttavia l'aveva morata come una bacca selvatica.

— Signorina Maria, che vuole? — diss'ella con quel suo modo garbato di donnicciuola grande, la quale sappia il fatto suo.

— Bisogna che tu corra sùbito in paese a cercare il dottor Paolieri, e dovunque si trovi, che venga su di filato, ma sùbito, e venga pure se fosse occupato, [pg!71] perchè il signor Giorgio sta male... sai, piccina: molto male.

— Oh, poveretto! — esclamò la bimba senza riflettere. — Ma, e se non lo trovo?

— Cércalo, cércalo dappertutto; dillo al farmacista, dillo a tutti quelli che incontri, e manda persone in giro finchè l'abbiano trovato.

Poi non rimase a discuter oltre; tornò dentro frettolosa, gridando ancora una volta:

— Corri, Natalissa!

Ma questa, nella sua testolina ragionevole, non poteva persuadersi di quella necessità.

— Come mai? Hanno un dottore in casa... che bisogno c'è del Paolieri, quello che cura i poveri?

Tuttavia si mise a correre, come le avevan detto, poichè era ubbidiente.