Intanto, sul primo pianerottolo della scala, Maria Dora vide qualcosa che la percosse d'un grande stupore. Novella era nel corridoio, diritta contro la parete, a pochi passi dalla camera di Giorgio; pareva in croce contro il muro, con le spalle oppresse come dal peso di una fatica interiore, le braccia un po' discoste dai fianchi, le mani aperte, quasi aderenti all'intónaco, e tutta bianca nel viso d'un pallore che alterava le sue fattezze. Non solo, ma nel medesimo tempo aveva intravveduto Andrea sparire di lì, entrar per una porta, uscirne, tornare, quasichè non avesse potuto nascondersi a tempo. Era passato davanti a lei che saliva, senza guardarla, senza forse vederla, con gli occhi stranamente esagitati, i capelli che parevan irti. Ed in entrambe quelle facce un non so che di malvagio, di folle, una specie di tragica simiglianza.

Ella vide questo, e si fermò davanti alla sorella, senza trovare il coraggio di parlarle. Ma questa non fece il più piccolo movimento, e rimase con gli occhi sbarrati, le mani aperte, quasi crocifissa contro il muro.

— È strano, — pensò Maria Dora; — ogni volta che Andrea torna dalla città, Giorgio si aggrava...

Tutta la casa era sossopra; nella camera del malato [pg!72] i familiari si affacendavano; la Berta ne usciva ogni tanto, in punta di piedi, strisciando su le pantofole di feltro, facendo tutto quello che le si ordinava. Ora passava con una bottiglietta, or con una pentola d'acqua bollente; poi venne fuori papà Stefano e si mise a chiamare con voce soffocata:

— Andrea...

Maria Dora prese una mano della sorella e dolcemente le domandò: — Che hai?

Novella strinse la sua mano, forte, forte, senza rispondere; gli occhi le brillavano, accesi d'una febbre che ne consumava il pianto. Allora, levando il capo verso l'altro pianerottolo, Maria Dora vide il suo fratello Marcuccio, seduto su l'ultimo scalino, fermo come un cane accucciato, e che guardava in aria, con le pupille fisse, ascoltando. Aveva il suo violino su le ginocchia, l'archetto nel pugno, e senza batter ciglio, con ferma intensità, pareva tutto assorto nell'ascoltare un lontano rumore di avvenimenti, una confusa voce che parlasse con lui solo.

Vedendo la casa in tumulto, guidato forse dall'istinto, era venuto egli pure su quella scala, presso la camera dell'infermo, dove non entrava mai.

— Andrea, Andrea... — ripeteva la voce del padre.

— Ebbene? — disse questi, apparendo su l'angolo del corridoio.