— Sì?... e la sapresti perdonare, dimenticare, la mia colpa? anche se fosse la più grande?...

Ella s'avvinghiò a lui, forte, per comunicargli traverso le vene quella verità che stava per dirle, e con un filo di voce, poichè vi son cose che van dette piano anche quando si è soli:

— Senti... — bisbigliò, — qualsiasi cosa tu faccia, ora, e nel passato, e sempre, penserò che quella cosa è giusta, e che fai bene... perchè ti amo fino a trasformarmi nella tua propria volontà e sono in te più fortemente che il tuo stesso cuore...

Egli premette le labbra contro la sua gola calda, e rise, d'un riso convulso che lo faceva trasalire, illuminandolo di gioia come un repentino sole.

— Ora, — disse perdutamente, ora ti possiedo per la prima volta come volevo, e più nulla — ricórdati! — più nulla ci saprebbe dividere.

Senza busto, con i capelli raccolti da un pettine solo, ravvolta in una vestaglia di seta che la fasciava senza nasconderla, con i piedi scalzi nelle pianelle di raso orlate d'ermellino, il pizzo della camicia che si arruffava nell'incrociatura, ella raccolse contro di lui tutto il calore del suo corpo innamorato, sentendosi a [pg!90] poco a poco disperdere in un oblìo voluttuoso, come se al di là da tutte le angoscie, da tutte le servitù cui la vita incatena, ella non volesse più rimanere altro che l'amante, l'innamorata, la femmina perdutamente sua, nè volesse ormai conoscere altra disperazione oltre quella de' suoi baci ubbriacanti nella complicità e nell'ebbrezza d'una notte d'amore...

Allora, con la mano che brancolava in cerca del suo tepido grembo, egli sentì nel ventre non piano trasalire — o così gli parve — la forma della creatura.

VIII

— Il diritto a dare la morte... — profferì a sè stesso Andrea Ferento, con una voce che pareva misurare ogni sillaba di quel dilemma inesorabile, mentre teneva sospesa contro il lume una fialetta colma d'un liquido senza colore, trasparente come l'acqua, che però tramandava dalla sua purezza un non so che di poderoso e di sinistro. Non sprigionava intorno a sè un colore nè un odore che bastassero a definirlo, ma una specie di possibilità nefasta: la virtù del poter uccidere; come l'acqua invece tramanda l'innocenza ed esprime l'innocuità. La luce della lampadina accendeva una piccola raggiera sul vetro dell'ampolla; questa rifrazione bruciava le sue dita, pareva investire d'un riverbero tutta la tragica persona dell'esaminatore.

Egli era solo, nella sua camera chiusa, tra gli alti scaffali carichi di libri e l'armadio vetrato, che lasciava intravvedere, un sopra l'altro, parecchi ordini di vasi medicinali. La tavola da lavoro, ingombra di scartafacci, di provini, di siringhe, di storte, di bottiglie tappate, era d'ácero nudo, e per la sua larghezza ingombrava quasi un terzo della stanza. Dentro una specie di nicchia, fatta come un'arcata, ch'entrava per mezzo metro nello spessor del muro, il letto era disposto nel [pg!91] senso della parete; una tenda vi cadeva sopra a baldacchino, senza coprirlo interamente.