— Apri dunque! — sollecitava lo scemo, girando la maniglia. Ma la porta era serrata nell'interno a chiave.

— Che vuoi?

Sorda e cocciuta la voce ripeteva: — Aprimi!

Allora Andrea girò la chiave nella serratura e si ritrasse per lasciarlo entrare. Marcuccio, col manico del violino stretto nel pugno, la bocca torta da quel suo riso obliquo, s'avanzò fin nel mezzo della camera guardandosi attorno, poi disse:

— Novella piange.

— Come lo sai?

— Piange, — ripetè l'altro con iracondia.

— Come lo sai, domando?

— L'ho veduta io, per la toppa. Sì, l'ho veduta. È nella sua camera, seduta in un angolo, e singhiozza.

[pg!95] — Ebbene? — fece Andrea dopo una pausa.