Poi avvennero varie cose.

Avvenne ch'egli entrava sempre nella sala di lettura quand'ella scriveva o leggeva; ch'ella prese amore al tennis, ed ogni mattina per lunghe ore giocarono insieme; che v'eran nel giardino molti viali profondi, e pinete di là dal giardino, dove ci si perdeva... che ogni giorno egli era più timido e più ardente insieme; che avevano le camere, quelle pericolose camere d'albergo, sul medesimo piano, ed eran quasi di fronte...

E molte cose avvennero inoltre, anche nel cuore di questa errante fanciulla, cui troppi desiderii altrui, torbidi e tenaci, avevano già irritato i sensi; ed avvenne che le due bocche giovini, più volte, con stordimento, s'incontrarono, ed una notte che il cielo terso dell'alta montagna brillava d'infinite stelle, nell'ombra, nell'oblìo d'un'ora, ella imparò paurosamente l'amore.

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La stagione finì. Max von Schillenheim tornò al suo reggimento; Elena e la baronessa, che peggiorava sempre, andarono a Bad-Homburg, dove i medici le consigliarono di tornare a Berlino per affidarsi ad uno scienziato di grande fama, che le avrebbe forse dato ricovero nel proprio Istituto. Così fecero. Per un mese ancora Elena l'assistette, indi, poichè le sue cure non bastavano più, medici ed infermiere presero il suo posto, e la baronessa si risolse a lasciarla partire, colmandola di benefici e di doni.

Allora Elena decise finalmente d'essere attrice. L'Hohenfels le offerse di patrocinar la sua carriera, però a patto che non dovesse mai, per alcun motivo, rivolgersi al Duvally; ed ella, senz'accettare nè rifiutare, partì frattanto per Parigi; dicendogli che in séguito gli avrebbe scritto.

I luoghi della sua giovinezza le dettero al cuore una commozione profonda; ma ora vedeva sotto una luce nuova questa libera e splendida città del piacere, dove nell'aria stessa trema una vibrazione di vita che assilla i desiderii ed esalta i sogni fino al tormento. Cercò, sola dapprima, d'iniziarsi al teatro; ma tosto vide quanto la cosa era difficile, impossibile forse.

Allora si ricordò dell'uomo che poteva, egli solo, prestarle un aiuto molteplice o divenirle il più forte nemico, e presa l'ultima risoluzione, un giorno l'andò a cercare.

Le fu risposto che il Duvally erasi di nuovo recato a Roma, la settimana innanzi, e che vi sarebbe rimasto alcuni mesi, per faccende che aveva laggiù.