— Che grande storia possiedono tutte le pietre del tuo paese! — ella esclamò, volgendo intorno lo sguardo un poco trasognato.
La vecchia città vescovile ora si spiegava intera dinanzi a noi, sul pendio della montagna, mentre passavamo per la zona dei canali, attraverso una specie di villaggio primitivo, composto da un aggruppamento di catapecchie, ove in taluni mesi dell'anno scendono dal lor Abruzzo selvoso i contadini aquilani per intendere alle fatiche della terra.
— Eccoci arrivati ormai, — dissi ad Elena, sorpassando gli ultimi abituri e toccando le prime case di Terracina.
— Ti ricordi quando venimmo? — ella domandò con tenerezza.
La guardai, sorrisi, e mi sentii felice.
— Ecco, — ella riprese; — io mi ricordo ancora tutto, fin le più piccole cose. Le parole che mi dicesti alla stazione di Roma, il viaggio, le persone ch'erano con noi nel treno, dove scesero, e quando rimanemmo soli. Poi quello strano spettacolo delle paludi, la sera; l'arrivo, il chiasso dei vetturini per offrirci le loro vetture, e Lazzaro alla stazione, che mi guardò attonito. Indi la salita un po' lenta, per la strada oscura: il vetturino, che faceva schioccare la frusta emettendo un suo bizzarro grido per eccitare il cavallo, io che ridevo, tu anche. Poi quelle foreste paurose, quel magnifico lago, immobile sotto la [pg!115] luna, e più oltre i villaggi addormentati, senza una luce, senza un rumore, come in un paese di morti, con davanti la Montagna delle Fate, bianca, limpida, sola. E intorno, quel passare invisibile del vento nelle siepi, che dava una impressione singolare, come se alcuno ci venisse dietro, continuamente; io che mi stringevo contro di te, avevo quasi paura, e tu che mi baciavi, piano, perchè l'uomo non udisse.... Poi, d'improvviso, in alto, la torre di Torre Guelfa nel cielo, e finalmente l'ultima salita, il cancello, il giardino, la grande casa con le finestre illuminate, quella ragazza con un grembiule bianco, ferma su la scalinata, e poco dopo Lazzaro che sopraggiungeva coi nostri bauli.... Vedi come rammento bene?
Io l'avvolsi d'uno sguardo innamorato e riconoscente.
— Pare già così lontano, — dissi, — ed invece....
— Ma il tempo vola, e non si può nulla contro il tempo.
— Sì, una cosa... — osservai.