— Lassù, in alto, sopra il Taglio di Prisco Montano, c'è un eremo che io ben conosco, il quale mi ricorda un mio grande amore... — disse Fabio pateticamente, accennando con una mano al valico della via Appia.

— Ma quando sei stato qui? — gli domandai.

— Sette anni or sono, ai tempi di Emilia Gonzales; ti ricordi?

— Oh, mi ricordo! È stata forse la più seria delle sue [pg!118] molte avventure, — spiegai ad Elena. — Era un'attrice, bellissima.

— Povera Emilia, com'è finita male! — esclamò il Capuano.

— L'hanno uccisa, è vero?

— Sì, al Messico, un primo attore, per gelosia.

— E come mai siete capitati a Terracina?

— Dopo la sua malattia girammo un po' dappertutto, alla ventura. Diceva di avere la nostalgia dell'antico, del rovinoso, la nostalgia delle cose cadenti....

— Era una buona compagna, — io rammentai, — quantunque avesse il difetto di essere troppo sentimentale e troppo intellettuale.