— Io, — disse, battendosi le due mani sul petto, — io stesso, vedi, ho amata un giorno Edoarda....

— Tu? — esclamai, pieno di stupore. — Via!... non è possibile!

— Si, l'ho amata, — egli rispose, ridendo di un riso beffardo. — Certo non lo avrai nemmeno sospettato, e questa è la mia fierezza.

— Oh, Fabio, che strana cosa mi dici...

[pg!124] E chinai la faccia, sentendomi quasi umiliato. Egli si avvicinò di nuovo, sorridente:

— Vedi che questi sacrifizi, alle volte, si fanno anche nella vita. — E, dopo una pausa, con voce tranquilla:

— Ma ormai è cosa passata. Non fu che una sciocca mia debolezza... Ora ne sono guarito interamente. Via non prendere quell'aria tragica! Ridi! Ne rido io stesso!

— Perchè non me ne hai parlato prima? — gli domandai dopo un silenzio.

— Mi parve inutile, com'era inutile in fondo che te lo dicessi ora.

— Ma quando avvenne?