Mi coversi la faccia istintivamente, e tacqui, parendomi che ogni risposta in quel momento fosse troppo crudele.

— Tu non hai pensato a questo! — egli esclamò nervosamente.

— L'amore, — balbettai dopo una pausa, — l'amore ha qualche volta fatto vivere, non credo abbia ucciso mai. Sono cose che si dicono!

Egli mi fissò con uno sguardo lungo, senza rispondere.

— Poi non c'è rimedio, ti ho detto. Non c'è rimedio! — ribattei con eccitazione. — Ecco: immagina di aver sete, una sete rabbiosa, e di vedere una bella fontana, limpida, là, dinanzi a te. E che tu voglia corrervi, ma [pg!127] ci sia frammezzo un campo di sterpi tenaci, i quali s'aggroviglino al tuo piede, t'inceppino e non ti lascino camminare, mentre la tua sete cresce, diventa un'angoscia, un furore... Ecco, mi trovo appunto così, non riesco a muovermi, vorrei con una falce farmi strada e passare.

— Povero amico! — egli esclamò tristemente. — Anche tu mi fai pena.

— Vedi, — continuai, ansimando forte, — io non sono un eroe: sono anzi un uomo comune, volgare, se preferisci. Queste rinunzie, questi grandi sacrifizi sono maggiori di me. Poi, si può commettere un errore nella vita, e portarne anche la pena; ma che si debba scontarlo con un supplizio di tutte le ore, senza rimedio e senza fine, questo non è ammissibile, non è neanche umano!...

Un riso amaro gli contrasse la bocca sardonica, la sua fronte si rabbuiò, ma non rispose.

— Ascoltami, — gli dissi andandogli più presso e parlandogli con voce affettuosa; — tu sei troppo sensibile, hai l'anima d'una suora di carità. Eppure, dimmi: se l'amore vero è quello che sa compiere un vero sacrifizio, perchè mai Edoarda non avrebbe questo coraggio per me? Quale gioia potrebbe ormai darle un amore ottenuto come un'elemosina?

— Io credo infatti che avrà il coraggio di perderti, — rispose Fabio; — ma forse non troverà poi la forza per sopportare questo abbandono.