Ella portava un profumo troppo forte; rammentai che nelle stanze chiuse questo profumo talvolta mi dava il mal di capo; aveva la bocca troppo rossa, una bocca da molti baciata.
[pg!14] — Non vi sembra incredibile, — ella disse d'un tratto — che noi siamo rimasti amici, e buoni amici, anche dopo esserci amati per qualche tempo ardentemente? È una cosa rara.
Il mio pensiero errava lontano, per altre vie, soggiogato.
— È una cosa naturale, trovo. — E continuai scherzosamente: — Se le signore non facessero così, finirebbero con vivere in mezzo ad un esercito di nemici. Non vi pare?
— Siete caustico, amico mio! — ella esclamò ridendo. — Ma quello che più mi dispiace si è che vi trovo di un umore tetro... — Poi d'improvviso: — Vi fa soffrire?
— Chi?
— Eh, via!
— Non vi comprendo.
— Oh, insomma, la nuova, l'ultima... la più bella!
Io mi strinsi un poco nelle spalle.