«Il suo Regno è un Regno di tutti i secoli — la sua Signoria vive per ogni età.

«Deh, apri la tua mano e spanda la tua mano il seme abbondevole su la terra pingue; — e il frutto rida in allegrezza sul ramo fortificato.

«Alleluia Vergine Maria! Immacolata Vergine dei Fiori!» — cantava il sacerdote officiando, mentre il chierico agitava i turiboli e la turba ripeteva «Alleluia!»

Ed ecco il sacerdote, apprestandosi a compiere il rito, coglieva dalle più vicine offerte alcuni fiori e li deponeva sopra un vassoio d'argento, trattando le corolle con delicatezza, quasi fosser ostie benedette. E con un gesto abbracciando tutte le ghirlande che ammantavano la chiesa:

«Ogni fiore è fiore, su questo vassoio ch'io porto!» — disse, alzando il bacile ricolmo.

Allora tutti gli occhi dell'ansiosa moltitudine si rivolsero alle mani del celebratore. L'immagine della Madonna sorrideva nella nicchia inaccessibile, adorna de' suoi ori antichissimi, la veste intessuta di gemme, i polsi carichi di braccialetti, la fronte serrata in una mitria, dove all'apice splendeva un rubino di favolosa bellezza.

[pg!137] Due cori di vergini biancovestite, con le braccia incrociate al seno, eran genuflesse ai fianchi dell'altare, immobili, con una rigidezza di statue.

Fra i due cori una monaca penitente stava quasi bocconi sul primo gradino dell'altare, le due braccia protese innanzi, come per intercedere supremamente. Pareva morta, uccisa dal soverchio profumo.

«Il fiore è simile a vanità; i suoi giorni son come ombra che passa,» — ammoniva il sacerdote dall'alto dell'altare, fra il fumo ceruleo dell'incenso che vaporava per l'aria santificata.

«Fa che i semi si diffondano al vento numerosi, i granelli dell'arena, o Maria che conosci da lungi!»