E sollevava il vassoio di fiori davanti al tabernacolo scintillante.
«Non abbassare i tuoi cieli; non toccare i monti perchè fumino di nubi; non avventare saette; non mandare la grandine che smiete i raccolti come una spada scellerata.»
E, nella turba, le mani dei coltivatori, aduste, incallite nella fatica di guidare il vómero per il solco profondo facevano scorrere concitatamente i rosari, perchè la Vergine della primavera e dell'estate li preservasse da tanti flagelli.
— «Fa che i nostri greggi moltiplichino a migliaia nelle fertili campagne.
«Fa che non venga la secchezza sopra la terra e sopra i monti e sopra il frumento e sopra il mosto e sopra l'olio e sopra tutto ciò che la terra produce; e sopra gli uomini e sopra le bestie e sopra tutta la fatica delle mani.»
E coloro che avevano seminato a piene ciòtole nei solchi fervidi e nei prati maggesi, coloro che avevano potate le viti, mondata la canape, veduto mignolar gli ulivi, coloro che avevano una vacca sterile, od il frutteto invaso dal mal del verde, od i prati aridi, od i virgulti restii dal germogliare, tutti coloro che vivevano la vita semplice del pascolo, della semina e della mietitura, tesero le [pg!138] braccia concordi alla soave immagine di Maria, perchè degnasse accogliere le invocazioni della sua grande georgica famiglia.
Ed ecco, il sacerdote asperse tre volte i fiori con l'acqua lustrale, mentre nell'atto della benedizione tutto il popolo della gleba s'inginocchiava, e pareva che veramente qualcosa d'indefinibile, quasi una luce di redenzione, piovesse dall'alto su quelle migliaia di fronti, su quelle migliaia di anime, arse dal bisogno di credere, come un terreno asciutto ànsima nell'attesa della rugiada.
Allora i due cori di vergini, sorgendo in piedi, presero a cantare. I loro polsi gracili erano allacciati da una catena di fiori nivali ed i loro occhi splendevano come nell'ebbrezza d'un'estasi religiosa.
Cantavano con voci squillanti una dolcissima lenta preghiera; su le pause d'ogni salmo tutto il popolo ripeteva in coro:
«Beata Vergine Maria, fate la grazia ai fiori!»