E bevve un altro sorso dal bicchierino che gli avevo riempito.
— Sentite, Michele, — risposi con voce persuasiva, — mi conoscete ormai da un pezzo e proprio non sarebbe il caso di farmi un'angheria. Vi ho pagato sempre, vi pagherò anche stavolta, per bacco!
— Bah, ci sono due settimane ancora... Veda un po' lei, si regoli per quel giorno, — replicò il Rossengo, scotendo la sua testa caparbia.
— Via, non fate minaccie inutili! Fosse una cifra da poco, lo capirei; ma una somma simile non la si mette insieme in quindici giorni, lo sapete bene.
— L'ho pur dovuta mettere io quando gliel'ho data, mio buon signore! Adesso me la faccio rendere; non sono che nel mio diritto.
— Oh, voi, si capisce! Siete un uomo che tenete i vostri affari molto in ordine, avete il denaro facile, così facile che a Terracina tutti quanti vi salutano come un piccolo re. Mentr'io sono, viceversa, il disordine in persona. Quando si avvicinano le scadenze, devo sobbarcarmi ad una fatica sovrumana per far tacere i più esosi. Con voi, Dio buono, ci si conosce da tanti anni, e, vi dico la verità, finora non ci avevo neanche pensato.
— Sì, sì, a maraviglia! Lei parla bene; ha la parola facile. Se le cambiali si pagassero così, con un bel discorso fatto a quattr'occhi, non ci sarebbe che dire! Ma io, vede, non la penso a questo modo. Io, questa volta, signor conte, per quanto mi dispiaccia, e sappia che lei è un buon giovine, questa volta, le dico, se non mi paga il giorno preciso, vado difilato in città e gliele protesto l'una dietro l'altra, tante quante sono!
— Caro Michele, voi avete troppo cuore per usarmi una sgarberia simile! Oggi siete lunatico e sarebbe stato meglio se foste venuto un altro giorno.
— Eh, no, sa! — egli rispose ironico. — In queste cose [pg!147] la penso tutti i giorni allo stesso modo. Non lo faccio per cattiveria, mi creda. Ma in questo momento, su la mia coscienza, ne ho bisogno e non potrei davvero transigere nemmeno con un figlio. Resteremo amici lo stesso, ma preferisco mettere le cose in regola.
Era dunque inutile che gli continuassi a versare bicchierino su bicchierino dalla caraffa già vuota per metà; i suoi occhi brillavano, ma la sua mente restava implacabilmente lucida. Pensai di tergiversare.