— So che state coltivando un progetto magnifico... almeno se devo credere alle voci che corrono, — dissi con noncuranza, non mostrandomi affatto sorpreso dalle sue parole.

— Progetti se ne hanno sempre, — egli rispose con ambiguità. — Ho l'intenzione di liquidare tutto: questo è vero. Sono vecchio e non ho più voglia di vivere in continue tribolazioni. Anche i figli crescono, e vanno accampando esigenze di troppo superiori al loro stato... Bisogna finalmente tirare le reti in barca.

— Meno male che le chiamate reti anche voi! Poveretti, que' pesci che vi caddero dentro alla cieca! Voi non volete nemmeno usare un poco di carità nell'aiutarli a trarsi fuori dalla rete.

— Per bacco! — egli rispose agitandosi: — un po' ancora e si direbbe ch'io vengo qui per saltarle al collo!

— Eh, quasi, mio buon Michele! Se dovessi raccontarvi tutte le mie disgrazie, avreste certo un poco di tolleranza!

— Ma se non posso, le dico! Vuole che mi trovi a mal partito io per lasciarle fare i suoi comodi?

— Oh... voi! Siete una volpe fina, voi! Il vostro pozzo non ha fondo e volete farmi credere d'essere a secco. Dite piuttosto che, per il vostro egoismo, non vi importa nulla di sacrificare i vecchi amici.

— Ma che parole son queste! Glieli ho dati o no questi denari? Ho diritto o no di farmeli rendere? Uno che viene a farsi pagare, lei lo chiama un egoista? Ma sa che lei ha certe trovate straordinarie!

— Là, là... non fingete di non comprendermi! So quel [pg!148] che dico e mi risulta che state per entrare in Municipio. Allora, naturalmente...

— Ma chi le ha detto questo? — fece l'uomo, animandosi, con una smorfia di compiacimento.