— Ma se vi dico di no!

— Caro signor conte, io so benissimo come stanno le cose. Non le vorrei far torto, mi creda, ma noi ci teniamo al corrente per forza...

— Dunque mi credete un uomo rovinato? È questo che volete dire?

— Oh, questo, perdoni sa, lo si dice da un gran pezzo! Ma non è tutto lì.

— Ah, non è tutto? Cosa c'è di nuovo? Se vi affermo che alla nuova scadenza potrò pagare, vuol dire che so press'a poco dove procurarmi la somma necessaria.

— Ecco il punto grave! — diss'egli con un ridere grossolano, esaminando traverso la luce un altro bicchierino d'acquavite.

— Sembra che non vogliate credermi, caro Michele! — feci, senza mostrare di adontarmene.

— Oh, Dio, signor conte, sono cose delicate, cose che non mi riguardano... — egli osservò perplessamente.

— Non fa nulla; dite pure.

— Ma poi non se ne avrà per male, signor conte?