Fosse la convinzione o l'effetto dell'acquavite che diminuiva sempre più nella caraffa, l'uomo parve man mano arrendersi a' miei ragionamenti.

— Lei con tutto il rispetto, è sempre stato un gran briccone, signor Germano! — esclamò egli con allegra familiarità. — Se fossi certo che lei sposa la Laurenzano... eh, allora!...

Ed i suoi occhi brilli splendevano di un luccicore intenso.

— Lo credo io! con quel po' po' d'interesse a cui mi avete prestato il denaro... Bel mobile! Sopra una pietra da mulino, in vent'anni vi divorereste anche Roma!

— Ah, si vuol lamentare adesso? — egli ribattè, vedendo le cose ora sotto una luce più gaia. — Metta insieme il rischio....

— Che rischio!

— La paura....

— Che paura!

— La pazienza...

— Eh, via!... di pazienza ne ho dovuto aver io, e molta, per ottenere questa miserabile proroga! Se foste un uomo generoso, direste sùbito: Che mai! Al conte Guelfo tre anni farebbe schifo... Dieci gliene accordo, se vuole.