— Ma io non ho promesso neanche un giorno! — egli [pg!152] esclamò con un riso triviale, battendo i due grossi pugni su la tavola, che traballò.

— Su, Michele: chi ride consente.

— No: chi tace, — egli corresse, un po' ebro.

— Chi beve, dico io! Su bevétene ancora un goccio! È acquavite sincera.

— Caro conte, lei vuol vedermi brillo perchè io rimetta le cambiali a dormire. Ma ho la testa divisa in due parti, io! Se m'ubbriaco da una, tutti i pensieri passano dall'altra. Il fatto è questo: se lei mi dà la prova che il matrimonio non è andato a monte, le concedo un anno, se no....

— Tre anni, ho detto.

— Impossibile; allora niente.

— Due?

— Mettiamo pure due, ma ci vuole questa prova.

— Sono più che disposto a darvela, però non saprei quale.