— Parola di re! — proclamò l'usuraio, tendendomi la mano un po' tremula.

— Ancora un ultimo sorso, — proposi, ricolmando i bicchierini.

— Volentieri: quest'acquavite mi facilita la digestione.

— Allora ve ne manderò qualche bottiglia a casa, e intanto alla salute vostra, Michele!

— Grazie; alla sua, signor conte!

Bevve, poi gli venne un pensiero.

— E alla sposa di Roma! — soggiunse.

— Alla sposa di Roma! — ripetei senza esitare, con una incoscienza che stupiva me stesso.

Finalmente il Rossengo si levò; era quasi del tutto brillo, aveva le guance rosse, il fiato greve. Ancora, su la soglia, si volse per ripetermi:

— Dica, signor conte, non si dimentichi poi quelle certe bottiglie...