[pg!16] Era una domanda sùbdola e ne fui molto infastidito.
— Cosa volete dire, marchesa?
— Nulla: domando sue notizie. È gran tempo che non la rivedo. Ecco una ragazza che molte hanno ragione d'invidiare.
— Vi ringrazio della buona frecciata, marchesa! Come al solito siete crudele.
— Non è crudeltà, caro Guelfo. Certo non posso impedirmi d'ammirare il vostro imperturbabile coraggio. Alla vigilia del matrimonio v'ingolfate in una grande passione, (oh quanto grande!) non solo, ma per colmare un giorno di nevrastenia tentate anche un ritorno verso gli antichi amori. Siete un uomo fortunato, voi!... Potete fare questo ed altro.
— Amica mia, sapete pure che si vive una volta sola.
— Questo sì.
— E dunque?
— Dunque... avete ragione!
— Ci vedremo allora?