— Trovo — seguitò, — che il più ragionevole fra i diritti dell'uomo è quello di sfruttare l'imbecillità de' suoi simili, poichè, nella lotta per la vita, o si è pecore o si è leoni. Sentitemi bene: il prete, il ladro, il questore, [pg!171] l'usuraio, il mezzano, lo Stato e la classe innumerevole degli avventurieri, ecco, in tutte l'epoche, presso tutti i popoli, i leoni. E il rimanente, pecore, pecore, pecore!... carne da macello, bestie da soma, per sempre!
Si era fermato al bivio di due strade, sotto la luce obliqua d'un lampione; la sua bocca schernevole sorrideva di un sorriso incomprensibile, i suoi occhi si fissavan ne' miei con uno sguardo penetrante. Non potevo ben comprendere se avesse parlato seriamente o per burla; sopra tutto non potevo comprendere lo scopo di simili discorsi, fatti quasi ad un estraneo, senza un fine palese.
— Dunque non approvate la mia logica? — soggiunse ridendo.
— In genere — dissi, — i filosofi vanno accettati senza discuterli, perchè a modo loro, han tutti ragione.
— Ma voi di che scuola siete?
— Oh, io non mi sono mai data la pena di avere una scuola! Sono vissuto e vivo secondo il mio piacere.
— Un empirico dunque?
— Ecco, se così vi piace.
Su queste parole ci lasciammo, per quella sera, con la promessa di rivederci presto. Ed infatti, un poco per noia della mia solitudine, un poco per curiosità, cominciai con praticarlo assiduamente. Ormai non cercavo nemmeno più di spiegarmi la ragione per la quale il d'Hermòs, che aveva un sì gran numero di conoscenze, dedicasse a me gran parte di quel tempo che pur doveva essergli prezioso, nè potevo certo supporre che una semplice simpatia fosse la causa di una tale assiduità. Nel medesimo tempo mi andavo accorgendo ch'egli sapeva di me e della mia vita assai più cose ch'io non desiderassi. Un giorno s'invitò a pranzo da noi, prima che avessi nemmeno pensato a farlo; dubitai allora di vederlo corteggiar Elena, offrendomi con questo la spiegazione logica delle sue troppe cortesie; ma invece non fu così. Davanti ad Elena era tutt'altro uomo: garbato, galante, pieno di spirito e di brio.
[pg!172] Nondimeno Elena provò subito contro il d'Hermòs un'antipatia così piena di sospetto che mi parve persino ingiusta.