— Allora sei triste... un poco triste... Dimmi il perchè?
— Non vedi che rido?
— Sì, ridi, ma non come gli altri giorni. Forse hai qualche fastidio?
— Eh no! via! Perchè mi torturi così? Sono allegrissimo, ti assicuro!
— Oh, come sei brusco! — ella esclamò, sciogliendomi le braccia dal collo.
— Via, non irritarti, — la pregai con dolcezza.
— No, affatto. Solo mi pareva di darti noia... — E soggiunse: — Pranzeremo in casa?
— Come preferisci.
Ella se ne andò per dare qualche ordine alla domestica, io mi diressi verso la mia camera per mutar d'abiti. Poco dopo l'intesi picchiare alla porta.
[pg!183] — Entra, Elena.