Invece di rispondere, continuai:
— È vero che nella casa d'un pastore le cure domestiche s'imparano assai bene!
E risi ancora, con più ironica freddezza.
— Allora tu sai... — ella osò profferire, guardandomi esterrefatta.
Diedi una scrollata di spalle e mi posi davanti allo specchio per fare il nodo della cravatta. Nello specchio la potevo guardare senz'aver l'aria d'interessarmi a lei. Si era levata in piedi, e con le mani contratte, rigida, muta, mi fissava. Su la sua faccia era di nuovo scesa quella fredda e crudele maschera che la faceva parer simile ad un'erma.
Poi, d'un tratto, mordendosi con l'orlo dei denti le labbra pallide:
— Ecco! per la prima volta ti odio! — inveì con asprezza.
Io, non volendo venir meno a quella ironica indifferenza che mi ero prefissa, la guardai con un sorriso leggero, e dissi:
— Almeno, tu, che sei tanto falsa nell'amore, sarai sincera nell'odio! — E soggiunsi: — Che ne dite, signora Miller?
Ella barcollò un poco, serrando le labbra, quasi avesse una rabida voglia di buttarmisi contro, ma si contenne e rispose: