— Tutto questo non ti riguarda! È affar mio. Non ho conti da rendere a te.

In quel momento cercavo un fazzoletto bianco, da sera, in una scatola trapunta con ricami verdi e fiori d'oro, — una memoria di Edoarda, che avevo conservata per abitudine. Scelsi un fazzoletto e l'inumidii con alcune gocce di profumo; trassi di tasca l'astuccio delle sigarette, lo riempii. Facevo queste cose lentamente, ostentatamente, per darmi un'apparenza tranquilla. Stetti a pensare qualche attimo, poi dissi:

— Allora, se non hai conti da rendermi, lasciamo andare, non parliamone più!

[pg!186] — Chi ti ha raccontato questo? — ella domandò bruscamente, dopo una pausa.

— Oh, mia cara... ecco, a mia volta, un particolare che non ti riguarda!

— Bene: qualsiasi cosa tu abbia fatto per saperlo, debbo dirti che non fu certo un'azione da gentiluomo!

— Mah!... qualchevolta bisogna pur combattere ad armi uguali, non ti pare? — esclamai con sarcasmo. — Occhio per occhio, dente per dente...

— Questa è una grossolanità.

— Non faccio che risponderti. Poi, vediamo: il fatto è vero o non è vero?

— Verissimo! — ella confermò con forza.