— Il mio è in regola, dunque non me ne preoccupo.

— Oh, lo conosco da lungo tempo il vostro passaporto! E, in ogni caso, non dubitavo delle sue perfette vidimazioni.

E mi guardò con un candore di fanciulla.

— Dunque, — ripresi — ditemi chi è mai questa Contessa di Clairval, della quale mi parlate ogni giorno?

— Potrei raccontarvene tutto un romanzo, ma vi basti un particolare solo: è una donna che spende almeno duecento mila franchi all'anno, avendo per tutto patrimonio un reddito vitalizio che tocca sì o no gli ottomila.

— E come ricava il resto? Ha un amante ricco?

— Ah, mio caro conte, non bisogna mai badare a queste inezie! Sono sfumature, sono piccolissimi episodi nella grande commedia parigina. Come li ricava? Ma che importa, dal momento che li spende?

— Questo è vero. Però dev'essere una donna intelligente, se riesce a questo prodigio.

[pg!192] — Oh, la cosa non è poi tanto difficile, come vi può sembrare! Non lo sarebbe neanche a voi, per esempio, se lo voleste. Naturalmente non bisogna starsene con le mani in mano. Ci vuole un po' di tatto, un colpo d'occhio sicuro, del brio, della spavalderia, dell'agilità... E un'altra cosa ci vuole, che forse non sospettate: una donna che vi faccia strada; perchè questa Parigi, regno della femminilità, è ancora quella che al tempo dei Re governavano le favorite. Qui c'è un turbine, un vortice che prende tutti, e bisogna fare in modo ch'esso non vi travolga, non si rovesci come un peso morto. Ma ditemi: perchè noi, che stiamo dietro le quinte, vediamo per esempio la duchessa tale vendersi ad un banchiere ebreo, visto che il marito non può darle, poveretto! più di centomila franchi all'anno per i suoi abiti, e, senza questi aiuti morganatici, non si avrebbero quei balli favolosi al palazzo dell'Avenue Friedland? Vediamo l'ultimo rampollo della maggiore famiglia di Francia prendere in moglie un'Americana stile «Liberty» — che magari ha già patita qualche avarìa durante la traversata? Vediamo un marchese, che non vi nomino, mischiare le carte a modo suo nel Circolo della «Rue Royale» ed un principe che ha qualche parentela nelle case regnanti esercitar l'usura dietro le spalle d'un uomo di paglia? Perchè? Ma è semplice! Perchè il turbine di questa vita lo esige come una necessità. D'altronde, queste cose non hanno importanza... Il secreto è di aver sempre denaro, di elevarsi tra la folla e di rappresentare una parte sfarzosa in questo grande spettacolo coreografico.

— E voi — dissi piacevolmente, — l'avete dunque trovata questa pietra filosofale dell'alchimia moderna, questo secreto per aver sempre denaro?