— Oh, Dio... nessuna e tutte. Ho passata ormai quell'età nella quale si preferisce una donna... oltre la propria, beninteso. Tutte quelle mi piacciono che possono ancora serbarmi un'attitudine od un capriccio nuovo.

— Olà, mio caro, lo snobismo italiano è di una raffinatezza incredibile! Ma in tal caso non siete caduto male. Qui si trovano i frutti proibiti, le rarità, i valori che non sono quotati nel commercio parigino.

— Ed è qui allora che si mettono all'incanto?

— Oh, no! vi assicuro di no! — egli rispose con un certo risentimento. Poi, tornando salace: — Non è che una mostra, — soggiunse.

— Già: di articoli fuori concorso.

— Benissimo! E cosa ne dite, per esempio, di Suzanne Bondy, quella che sta mescendo lo Sciampagna? o della deliziosa Yvonne Tellier, colei che parla ora, presso il cembalo, con quella pergamena logora che si chiama il Marchese Chasnay?

[pg!195] — È fine, molto fine; le fui presentato poco dianzi ed il mio nome la divertì sommamente. Non poteva riuscire a pronunziarlo bene: Germano Guelfo di Materdomini... le pareva un logogrifo! Mi disse: — Alla buon'ora! per essere imparentato con la madre di Nostro Signore, non avete l'aria abbastanza venerabile, mio caro conte!

— Non c'è male! Una donna di mondo, interessante a conoscersi, vi assicuro. Posso offrirvi un sigaro?

— Grazie.

Egli mi accese il sigaro, poi mi domandò sottovoce: