— Veramente con lui non ho protestato, ma con voi, con una signora che certo è in grado di apprezzare tutta la delicata eleganza che può essere nei vizi d'un uomo, non voglio subire una simile taccia d'insulsaggine.
— Poi vi assicuro che ogni vostra difesa mi parrebbe superflua! Siete un italiano, e sopra tutto un romano, avvezzo a vivere in quella vostra bella città piena di spasimi, fra quelle donne dai grandi occhi neri, entro quei palazzi così profondi, un po' tetri, che turbano l'immaginazione di chi ne varca la soglia... Per questo solo non potete essere un insensibile.
— Vedo che amate molto Roma.
— Sì, vi ho passato un inverno: è la sola città dove amerei vivere lasciando Parigi.
— Ma temo che a lungo andare il cambio desterebbe qualche rimpianto nel vostro cuore di Parigina.
— Certo rimpiangerei questi buoni amici, che sono in fondo la mia vita, ora specialmente che ho passata l'età nella quale un viaggio in Italia, un viaggio d'amore, s'intende, compensa di tutto ciò che si abbandona.
— Già, perchè voi siete ancora fra quelli che considerano la nostra Italia come un giardino d'Armida, una specie di buen retiro cosmopolita per tutti gli innamorati del globo, una terra d'Arcadia dove non si faccia che amare o cantare...
— Non dite questo con ironia! È un gran vanto per il vostro paese!
[pg!197] — Ma è un grande pregiudizio in fondo. Io ricordo lo sdegno di molte signorine, in Germania, quando confessavo candidamente di non saper cantare e di non aver mai composto un verso in vita mia. Credetemi, contessa, l'Italia d'oggi è un paese molto positivo, che lavora e suda per far denaro, senza ricordarsi d'aver un cielo più azzurro che altrove od i giardini più fioriti. E le nostre donne... bah!... le nostre donne aspettano il figurino di Parigi, il romanzo di Parigi, lo scandalo di Parigi... Oh, voi avete insegnato molto alle signore italiane!
Yvonne Tellier, sopravvenendo in quel momento, interruppe i nostri discorsi così candidamente generici. Ella usciva dalle sale di giuoco, facendo tintinnire nella borsetta una certa quantità d'oro guadagnato, ed i suoi bellissimi occhi risplendevano.