— Perdonami... — bisbigliò.

— Nulla devo perdonarti, Elena. Mi hai fatto male; ma non importa; passerà.

— Non fu per ingannarti, non fu nemmeno per vergogna...

— E perchè allora? — Due lunghe lacrime le rigarono la faccia.

— La mia natura è così, — disse. — Non sono mai stata sincera, con nessuno. Vi sono certe anime che provano una riluttanza invincibile a farsi conoscere, come altre ne sentono invece il bisogno.

— Sì, va bene... tu mi hai già ripetute molte volte [pg!207] queste bellissime cose!... Ma un uomo che ama davvero non può ragionare a questo modo.

— Mi vuoi bene ancora? — ella fece, afferrandomi le due mani, un po' ansante.

— Non so.

— Rispondimi!

— Vorrei non volertene più. Tu non comprendi nemmeno la dolcezza della confidenza, il più soave abbandono che vi sia nell'amore. Quale fiducia posso avere in te?