— Che fai?
— Apriamo la finestra: è l'aurora!
Nell'aria fresca del mattino un raggio di pallido sole dorava i suoi capelli disciolti.
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V
Come sdebitarmi ora con Yvonne Tellier? Il denaro vinto a quel modo mi dava una specie di molestia, e, nonostante il suo divieto, provavo da un lato il bisogno di renderlo sotto una forma qualsiasi, dall'altro il rincrescimento di privarmene in quell'ora di penosissima carestia. Pensai ad un ripiego elegante: un gran cesto d'orchidee, che potesse costare mille lire almeno... Le orchidee, per fortuna, costano quanto si vuole. Uscii prima del mezzogiorno per andare dal fioraio. Ma, strada facendo, nel meditare tristemente ai casi miei, venni a concludere che mille lire d'orchidee per una Yvonne qualsiasi erano forse troppe... In questo pensiero la mia decadenza era palese.
— In fondo, — ragionai per consolarmi, — questa liberalità potrebbe anche parere una ostentazione di pessimo gusto.
Così, vestendo l'idea del risparmio con pretesti eleganti, allorchè giunsi al negozio, invece di mille lire ne spesi quattrocento, e mi parve che a Parigi le orchidee si pagassero care assai.
Pur troppo mi sentivo già orrendamente borghese: avevo sempre la mente piena di cifre, ed il lusso che vedevo intorno mi dava una stretta al cuore. Nonostante la nostra vita di parsimonie, molte spese andavano accumulandosi, facilitate assai dal credito dei negozianti, che memori del mio tempo migliore non dubitavano affatto della mia solvibilità. In fondo non ne dubitavo io stesso, parendomi oltremodo impossibile che la buona stella non volesse un'altra volta splendere tra le confuse ombre del [pg!214] mio cammino. Per tutto il pomeriggio restai nel dubbio se andare o non andare da Yvonne; poi mi parve scortesia mancare la visita promessa, e vinto insieme dalla curiosità risolsi di andarvi.
M'accolse in una stanza ingombra di molti oggetti femminili, libri e ninnoli, ritratti e cesti da lavoro, una stanza che pur essendo arredata con i mobili di uno studiolo aveva in sè qualcosa di più intimo, poichè filtrava in essa il profumo dello spogliatoio vicino. Le mie grandi orchidee, poste in un angolo, trascoloravano in mille tinte irreali, variando nella luce tenue. Yvonne portava una vestaglia scollata, quasi fluida per la delicatezza del colore.