Quel mio ridere lo molestava; ed io per esasperarlo insistetti.

— Vedi bene che l'Immacolata non c'entra, — dissi al Capuano, il quale trepidava.

— Non bestemmiare, per l'amor del cielo! — questi mi rispose, facendo le corna. — E rimetti quel fiore dove lo avevi prima, se non vuoi che ti porti la jettatura.

— Questo fiore?... Ah no! — io dissi, distribuendo le carte. — Questo fiore è il dono d'uno di noi alla più bella donna di Roma!

E fissai l'Albanese, che cercò di reprimere un movimento di dispetto.

— Anche le donne, adesso? — Non mancava che questo per rovinarci del tutto! — borbottò l'Ainardi.

Ed Antonino Massàra, il pettegolo balbuziente, soggiunse:

— La più bella don-na-di-Ro-ro-ma ti ap-pa-partiene! Vi-viva la ff-accia tua!

[pg!23] — Mi apparterebbe forse, — risposi, vincendo il colpo iniziato, — se non mi fosse contesa. V'è chi me la seduce... a mazzi di fiori!

— Vuoi alludere a me? — interruppe Giorgio Albanese in tono di falsetto.