— È chiaro che sei divenuto l'amante d'Yvonne Tellier. — Da qualche giorno ci davamo del tu. Io risi e non volli rispondere. — Andiamo! non vorrai farne un mistero con me? Poi, se anche tu neghi, non sembra che Yvonne si dia la pena di farne alcun mistero.

— Ebbene lo fui per una volta, se proprio t'interessa. Un capriccio, un obbligo anzi... La cosa ti pare poi tanto grave?

— No; ma ti credevo innamorato di Elena.

— Eh, via, questo non c'entra! Che sciocchezze mi vai dicendo? Si giocò insieme la prima sera, si vinse, come sai; le dovevo pur qualcosa, ti pare?

— Bada! Io ti dico solamente: bada!...

— Oh, e perchè?

— È una donna perfida.

— Questo non m'impensierisce; anzi, un'attrattiva di più!

— Senti, Guelfo; può darsi che tu le sia piaciuto; forse come uomo, forse perchè ha inteso dire che hai un'amante straordinariamente bella. In ogni modo, ti ripeto: sta in guardia!

Risi di nuovo e scrollai le spalle: