— Ma quale sicurezza puoi darmi rispetto alla... come direi?... legittimità di questa vendita?

— Nessuna, evidentemente, fuorchè la certezza morale che, se vi fosse un pericolo, io stesso non lo affronterei, nè, credimi, lo farei affrontare a te. Prima di tutto perchè ti voglio bene, in secondo luogo perchè non mi conviene. Fìdati, Guelfo; io non ho mai fatto male a nessuno in vita mia.

Tacevo, perplesso, confuso.

— Vedi: la collana vale molto, è un gioiello da principessa. Un conte di Materdomini la può vendere meglio di chicchessia. Tu non devi portarmi che duecentoventi mila lire: la differenza è tua.

Fece una pausa poi disse ancora:

— La cosa ti va?

— Guardai perplesso il mio tentatore, mentre sentivo in tutte le mie vene il sangue battere con una violenza mai sofferta. Le perle infatti erano meravigliose...

— Insomma, vedremo, — dissi.

Ed egli rispose tranquillamente:

— Va bene.