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VII
Nella settimana stessa partii per Londra, e seguendo le istruzioni di Elia vendetti sùbito la collana ricavandone il prezzo di duecentocinquantamila lire. Per spiegare ad Elena il mio viaggio avevo dovuto escogitare mille pretesti, raccontandole una parte sola della verità, ossia quella che si poteva dire. Ma non mi dilungherò a narrare queste piccole bassezze nè le innumerevoli sofferenze morali che dovetti conoscere durante quella estate calamitosa. Il mio delicato maestro aveva l'abilità somma di mai farmi compiere un'azione la qual fosse troppo temeraria per la mia pusillanime coscienza. Passammo l'estate nei luoghi frivoli ed ameni ove la signoria moderna riposa in bucolici ozî dalle sue cittadine fatiche. Ed Elena mi seguiva, taciturna sovente, quasi avesse nel suo vigile spirito un presagio del mio nuovo decadimento. Si può ingannare l'amico, il fratello, il compagno, si può ingannare perfino il complice, ma non la donna che al nostro fianco è partecipe della continua vita; e s'ella tace, se non rimprovera, se non consiglia, ma solamente guarda con occhi pieni di taciturno dolore, il suo silenzio è allora più terribile di una condanna duramente profferita. E nella mia vergogna v'era una riconoscenza indicibile per la soavità di quel perdono.
Sul principiare dell'autunno ritornammo a Parigi, nella medesima casa, più tristemente. Fu per Elena un tempo di ansietà febbrile e di lavoro indefesso; per me invece un tempo d'angoscia e d'umiliazione. Mi trasformai; divenni sospettoso, irascibile, taciturno; anche il nostro amore ne sofferse; tutte le calamità pesarono su l'anima mia.
[pg!234] Un giorno Elena mi disse:
— Fra qualche mese diverrò attrice: è stato il sogno maggiore della mia vita, ed ora che sta per compiersi non mi dà più alcuna gioia. Che fatto strano!
E rise d'un riso amarissimo, pieno di malinconia.
— Non ami più il teatro? — le domandai, pur sapendo quanto il suo pensiero fosse diverso. Ella rovesciò il capo all'indietro, con un moto rapido, come per scacciarne una torma di pensieri tristi, e rispose, continuando a sorridere:
— Mi dicono che sarò una grande attrice, mi ripetono che ho «l'anima lirica...» È la frase della mia maestra. In poco tempo ho percorso il cammino di molti anni. Il direttore dell'Athénée m'ha intesa ieri e sùbito m'ha proposto di farmi debuttare nel suo teatro. Penso che accetterò.
— Fece una pausa e mi volse nel viso gli occhi profondi, troppo intensamente lucidi; soggiunse: