— Puoi credere che voglia scherzare in questo momento? — mi domandò, coprendosi la faccia con le mani un po' tremanti.
— Ma dunque...
Ella non mi lasciò finire; levatasi, mi venne accanto, così da costringermi a guardarla bene in viso, e disse:
— Ascolta: fra noi, uno solo ha amato. Non vorrai convenirne, anzi ti parrà necessario spendere molte parole inutili... ma invece non obiettare nulla; quella sola son io.
Feci un moto con la mano come per interromperla, ed ella mi prese la mano fra le sue, con dolcezza, facendomi segno che tacessi.
— Abbiamo passato insieme ormai due anni; è quasi la primavera, ti ricordi? la primavera di Torre Guelfa...
[pg!259] I suoi occhi si empirono di lacrime, ed ella scosse il capo all'indietro, per resistere a quel pianto.
— Bah... non importa! E passato, è lontano... si dimenticherà.
— Elena, mio amore, — la pregai, — non continuare... Tutto questo fa male; poi è profondamente assurdo!
— No, è ragionevole. Voglio dirti una cosa molto ragionevole: tu non puoi vivere con me.