— Non vorresti ritornare laggiù, Elena?
— Oh, quanto lo vorrei!... — Ed aperse le braccia, come in un gesto d'inutile desiderio, immenso. Allora mi chinai su la sua bocca e baciai le lacrime che vi erano trascorse, in silenzio.
— Perchè mi baci ancora? — ella domandò affannosamente. — Non vedi che ogni volta mi fai più male?
— Ma pensa che ti desidero ancora, io, come la prima volta! più della prima volta!
Ella rise, tra le lacrime, con la gola riversa, un po' turgida, il seno inquieto. Le ciglia chinate oscuravano il pallore del suo volto.
— Per quanto tempo ancora ti ricorderai di me? — domandò, stringendosi tutta contro la mia persona.
— Non voglio ricordarmi, voglio averti sempre, sempre!
Le sue mani mi lisciavan ora i capelli, dolcemente, lentamente.
— No, ascolta. Io non son stata gelosa, finchè ti ebbi: lo diverrò terribilmente quando sarai lontano. Non ridire a nessuno quello che hai detto a me... non voglio. Perchè t'ho appartenuto come nessun'altra e vorrei rimanere nella tua memoria, io sola...
— Che bambina sei! Devi pur comprendere che non ti lascerò.