[pg!262] — Ma si deve... non c'è rimedio. Se non m'avessi conosciuta, oggi avresti una famiglia, saresti ricco, libero, allegro. Invece non ridi mai... Forse mi vuoi bene, un poco, ma mi odii anche, perchè sono la tua catena e ti penti oggi di non esserti sposato... come dovevi.
— Ma no, Elena, t'inganni.
— La donna che ama non s'inganna mai. Vedi chiara la tua sorte e pensi ad una salvezza. È così giusto in fondo! Poi, voglio confessarti anche una mia piccola indelicatezza...
— Dimmi.
Le avevo slacciato l'abito e le baciavo la gola.
— Che fai?
— Nulla. Respiro il profumo che hai qui... un profumo di rose fresche.
— Allora, mi ascolti?
— Sì.
— L'altro giorno hai lasciato sulla tua scrivania due lettere di Fabio Capuano. Mi sono immaginata che le avessi lasciate apposta perchè le leggessi, e, per la prima volta, sono stata indiscreta: le ho lette. Me ne rimproveri molto?