A questo punto mi pentii d'avere cominciato un discorso così grave e cercai un mezzo per evitarne la conclusione. Ma ella, vedendomi esitare, mi sollecitò con una frase che mi dette coraggio.

— Sai pure — disse, — che per te sono anche una vera amica.

— Bene, allora continuerò; sebbene le parole che sto per dirti mi brucino veramente le labbra. Senti: io ti voglio bene, davvero, profondamente; non ho amato che te, con l'anima e coi sensi; tu mi sei necessaria; il resto della mia vita non fu che scherzo, fumo, polvere, nulla. Se ti avessi conosciuta prima, forse mi avresti anche insegnato l'amore della famiglia, dei bimbi, della quiete, cose che non conobbi mai. Sei venuta troppo tardi, e il nostro amore dovette soffrire le conseguenze di tutta una vita anteriore. Ma non ti voglio perdere; non voglio, capisci? — perchè ne proverei tale uno schianto, che non oso nemmeno pensarvi. Quindi ho ragionato a lungo, in silenzio, anch'io. Senti: un rimedio c'è, ma non è onesto. Vuoi che lo esaminiamo?

Poichè la guardavo direttamente, ella chinò gli occhi e rispose: — Volentieri.

Esitai lungamente, un rossore mi coverse la faccia, guardai altrove, impacciato.

— È una cosa orribile... — mormorai. — Ma non sempre la vita lascia una libera scelta fra i mezzi opportuni. D'altronde, [pg!264] che fa? Ti voglio bene; questo solo è vero. Dunque ascolta. So benissimo che potrei tornarmene a Roma, ed in poco tempo, nonostante l'accaduto, rimediare a tutto. La mia salvezza unica si riduce infatti a questo matrimonio. Ebbene, senti... lo farò, lo farò contro il mio cuore, ma ad una sola condizione: che tu mi appartenga lo stesso...

— Basta! Non proseguire; ho compreso, — ella disse con indulgenza, per abbreviare la mia vergogna.

Di nuovo le sue falangi lievi, con un gesto di consolazione, mi passarono tra i capelli, e nel lungo silenzio ch'ella frappose dinanzi alla risposta, forse dalla malinconia del suo sguardo, forse dalla tristezza del sorriso che le rischiarava la faccia, compresi di aver commesso un grande fallo e mi sembrò di aver aperta in quell'anima una profonda ferita.

— Germano, — ella mormorò; — se avessi avuto ancora un piccolo dubbio su ciò che si chiama il tuo amore, queste parole mi avrebbero tolta l'ultima illusione. M'hai fatto comprendere con evidenza quella verità che avevo solo intuita.

E le lacrime scorrevano piane, lente, per la sua faccia cosparsa di pallore.