— Perchè non mangi? — le domandai.

— Non ho fame. — Indi una pausa: — E tu?

— Nemmeno.

Presi una posata e l'esaminai: v'erano le mie cifre, la mia corona, incise. La feci battere su la stoviglia e dissi:

— Ti ricordi quando abbiamo comperata quest'argenteria? Ella si ristrinse nelle spalle, chiudendo gli occhi, abbassando il viso;

— Sì, mi ricordo.

Elena faceva ella stessa il caffè; quando l'ebbe versato [pg!276] nelle tazze, trangugiò in fretta qualche sorso, poi fece atto di levarsi.

— Dove vai?

— Di là.

— Dove?