— Sì, signore, vi sono stato; perchè non sapevo immaginare cosa volesse da me il portinaio.

— E v'erano lettere?

— Oh... dimenticavo! Lettere no: un telegramma.

— Dammelo dunque! — lo esortai con impazienza.

Egli si cercò nelle tasche, in fretta, e mi porse la busta.

— Anzi, — mi disse mentre l'aprivo — c'era una sovratassa che ha pagata il portinaio.

— Come dici? Ah sì va bene... — esclamai deluso. — È un telegramma respintomi da Parigi.

Indugiai nel leggerlo; avevo sperato che fosse di Elena ed il cuore mi batteva; invece portava la firma del Capuano. Ma, scorse le prime parole, trasalii. Diceva: «Edoarda Laurenzano fidanzatasi ierlaltro De Luca. Nozze fra un mese. Capuano»

E rimasi lì, come inebetito, a rileggere quelle parole, mentre mi pareva che tutto girasse vertiginosamente.

Ludovico mi guardava perplesso, volendo forse domandarmi qualcosa e non osando. Presi una sigaretta; egli m'accese lo zolfanello.