— Allora?

Cessò risolutamente dal radersi e mi guardò sbigottito.

— Sai, — mi disse a fior di labbro, con una voce tra l'agro e il dolce, — sai che i miei mezzi sono così scarsi... [pg!322] specialmente ora, con una famiglia su le spalle... Non puoi credere quanto mi costa! Lavoro, cerco d'industriarmi come posso e tuttavia sbarco il lunario a malapena. Però, se posso aiutarti in qualche piccola cosa, lo farò di buon cuore: so che hai avuto molti rovesci.

— Oh, Dio... i rovesci che hanno tutti. Gli alti e bassi della fortuna... si sa!

— Insomma senti... — Egli posò il rasoio, si riasciugò il sapone dal mento e mi venne vicino. — Senti, oggi è una cattiva giornata: siamo a fine mese, ho molti impegni; ma dimmi cosa ti abbisogna e vedrò fra qualche giorno di renderti servizio.

— Hai una sigaretta? — risposi con noncuranza.

— Sì, guarda, lì, nell'astuccio.

— -Grazie. — Presi a camminare e dissi: — Mi preme avvertirti che non sono venuto per darti una stoccata. Mi conosci bene e sai chi sono. — Parlavo con un tono di minaccia sorridente; egli si fece grave e cupo.

— Sai, — ripresi con amabilità, — vengono certi momenti nella vita, in cui si è costretti a frugare anche nel mazzo delle vecchie carte gialle... Non meravigliarti....

— Vero, verissimo, — egli annuì senza convinzione.