Lo vidi poi che diceva qualcosa misteriosamente anche a Edoarda. Poco dopo, cogliendo l'occasione che la nobildonna mezzo sorda se n'andava, Edoarda pure si levò. Strinse la mano a tutte le signore, a noi uomini fece solamente un cenno del capo.
Questa mia prodezza non ebbe che due conseguenze: la prima, che per una settimana ella non passò più per Piazza di Spagna, e l'altra fu una gran diatriba fattami dal Capuano.
La sera stessa me lo vidi giungere in casa, fuori di sè. Ancor prima di togliersi il soprabito, e senza nemmeno darmi la buona sera, cominciò a sciogliere i freni del suo sdegno.
— Insomma, insomma, io non capisco più in che mondo si vive! I gentiluomini, o quelli che dovrebbero esser tali, mancano ai riguardi più elementari dell'educazione! In verità!...
— Puoi dire, puoi dire!... Tanto, sai che non m'offendo.
— Ma vieni un po' qui, ragazzo mio! Spiégami: cosa ti sei fitto in capo? Forse di far la corte a Edoarda?
— Eh, via!... tu scherzi!
— Ti avverto che si comincia col dirlo in giro. E in [pg!340] fede mia tu fai proprio tutto quello che ci vuole per lasciarlo credere.
Mi stavo infilando i pantaloni dell'abito da sera; egli camminava per la stanza, con il suo gestire da caratterista.
— Sai, Fabio? Se tu avessi fatto il predicatore, chissà quanta gente sarebbe accorsa per udire i tuoi quaresimali!