Un po' di paura è tuttavia necessaria. Non si fa tutto questo per amarsi tremando? Il pericolo non è forse un delicato piacere?
La prima volta che una signora viene ad un appuntamento d'amore, porta l'abito che le avete ammirato, il cappello che vi piace di più: ha paura, si sente male, ha fretta, deve andar via. Gira, si siede irrequieta su tutte le poltrone; tocca ogni cosa, guarda i quadri, la mobilia, le fotografie, se ve ne sono, poi vi dice: «Dio!... Chissà quante sono venute qui!»
[pg!355] Naturalmente le assicurate ch'ella è la prima, però in modo da lasciarle credere che ve ne furon altre, molte altre, assai più che non sia vero... Allora le date un bacio su la bocca, traverso il velo; d'inverno la veletta è umida; quell'umidore vi piace, sa di fresco e di buon profumo.
È il primo bacio su la bocca nella casa del peccato, il primo sapore della colpa, dopo quel bacio casto e compunto che le fu dato quando mise il piede oltre la soglia, in segno di rispettosa ospitalità. Bisogna conoscere le gradazioni. E sùbito ella se ne schermisce; tutto le sembra nuovo e pericoloso; quel bacio la fa timida, quantunque molti altri ve n'abbia già dati, nelle sale ove l'incontraste, ne' corridoi, tra due porte, fra due siepi, ai balli od in campagna, al mare o dovunque potè.
Ma quel giorno ha paura, sta male, ha fretta, deve andar via. Intanto vi osserva: le pare strano di vedervi lì, nella casa vostra o non vostra, diverso dagli altri giorni, svestito di quelle apparenze che imponeva la mondanità; vi osserva con occhi attenti, senza dirvi nulla, e quello è spesso il momento in cui si decide la simpatia o la diffidenza d'una donna, la quale, sino a quel punto, non ebbe di voi che una semplice curiosità. Non bisogna allora essere nè troppo timidi nè troppo audaci.
Credo che in quell'istante i sensi della donna si fascino quasi d'una vigile inerzia, urtati da quel tanto di comune o di fittizio che non manca mai ne' primi convegni d'amore. Poichè, nonostante l'esperienza, ci si trova sempre un po' comici l'uno di fronte all'altra, ed il pensiero di tutti quelli che hanno fatto e faranno la stessa cosa, in un appartamentino press'a poco simile, ed alla medesima ora, con le stesse precauzioni, con le stesse parole, riesce a smorzare d'improvviso la trepida impazienza che ci ha condotti fino a quel punto. È, talvolta, una cosa futilissima che salva, che piace, che dà un'improvvisa freschezza, ed in ogni modo bisogna saper vincere quel torpore, ma dolcemente, con persuasione.
Se può, ella vi dice allora una piccola sgarberia, con [pg!356] gioia, ridendo. Ma è lo stato dell'animo suo che lo richiede; un poco forse la vergogna, un poco il timore di piacervi meno che non vorrebbe.
Intanto, con l'ansia più distratta e più naturale del mondo, s'è lasciata prendere il manicotto e l'ombrellino, il boa od il mantello, i guanti, la borsetta, la veletta, ed affinchè voi possiate levarle quest'ultima difesa del suo onore senza strapparle i capelli, (oh, gli uomini, quanto sono maldestri!...) si va togliendo ad uno ad uno gli spilloni dal cappello. Poi siede in un angolo, ed ha una immensa vergogna subitanea, come se fosse in camicia.
Allora l'amante consumato e scaltro le s'inginocchia ai piedi per dirle con voce commossa una frase dolce, persuadente, quasi lasciva... per slacciarle una scarpina senza che se n'avveda o insinuar le dita fra gli uncini della camicetta, che vela, senza nasconderla, una soave nudità... Poi, quando per forza se ne deve accorgere, ecco vi dice: «Ma... che fate?» oppure: «Che fai?» secondo i casi.
E se, tra gli uncini ed i pizzi v'impacciate un poco, allora esclama sorridendo: «Oh! come non sai far nulla!» E li sgancia da sè. Ad un certo punto finge di veder il pericolo e si alza bruscamente. Cammina, apre un libro, vi domanda una sigaretta, carezza un fiore, si dà una pettinata, o, se c'è il fuoco, va davanti al camino e si riscalda le mani. Voi la prendete allora per le spalle, con un po' di veemenza, costringendola a lasciarsi baciare... Ella ride, rovescia il capo all'indietro ed offre la bocca. C'è uno specchio, là di fronte, ove si guarda. Ci si guarda entrambi; ella dice: «Dio, come sono rossa!...».