Fate, o cauti amanti, che le specchiere nella vostra casa d'amore siano benevole, poichè la donna in quel momento ha bisogno di sentirsi bella.
Poi, fra le mille carezze, fra le insidie lente, si parla di cose lontane; si dice:
«Pensa, amore mio, quando ci siamo conosciuti la prima sera... ed io ti facevo già la corte, con gli occhi, da molti mesi... avresti mai pensato che un giorno ci troveremmo [pg!357] qui, soli, nelle braccia l'una dell'altro... del tutto soli... come ora?...» Ed ella risponderà:
«Oh, Dio buono... che pazzie che mi fai fare! Dimmi... non è forse vero?... non è questa una pazzia?»
«Forse... ma così dolce!»
«No... sta fermo...»
«Làsciami fare. Voglio baciarti su la gola... solamente su la gola... Oh, come hai la pelle bianca!»
La prima volta che una signora viene ad un appuntamento d'amore, viene per lo più perchè s'annoia della sua vita giornaliera, e l'adulterio la tenta; o per curiosità momentanea della vostra persona, o perchè potrete giovarle in qualcosa, o perchè i sensi le fanno sperare da voi gioie che non conosce ancora. Qualche volta viene per la buona ragione che le avete fatta la corte, qualche volta per poterlo raccontare ad un'amica, o perchè lo dicano ad un vostro predecessore, o perchè da voi non venga un'altra in sua vece: per capriccio insomma, per calcolo, per istinto, per gelosia, per frivolezza, e talora, infine, benchè assai di rado, perchè vi ama.
Pure v'è una donna che a nessuna di queste assomiglia, che nessuno di tali sentimenti a voi conduce: ed è la donna che torna dopo avervi amato, quando fra voi passarono la lontananza e l'oblìo; la donna che torna per ricominciare l'amore.
Queste cose pensavo confusamente, aspettando Edoarda in un appartamentino situato nei quartieri eccentrici di Roma, durante un pomeriggio del mese d'Aprile.