— Sì, ma da lontano. So di non essere nelle sue buone grazie e l'ho lasciata in pace. D'altronde ha finto di non riconoscermi... ed io son uomo assai discreto. Poi, adesso è la sua grande ora. Ha avuto ultimamente un trionfo nel Drame d'autrefois, la «pièce» che fa furore.
— Ah, sì, ho letto infatti...
— Ed è sempre più bella!
— Più bella?... — Entrò Ludovico, portando sopra un vassoio due chicchere fumanti.
— Ma tu devi aver sonno! — esclamò Elia, trangugiando il caffè. — Se vuoi tornerò più tardi.
— No, rimani, rimani; ormai sono desto e fra poco mi leverò. Dimmi: a che albergo sei sceso?
— Al Quirinale. Vado sempre lì.
— E ti trattieni a Roma?
— Una quindicina di giorni forse.
— Bravo, ne son contento. Potremo raccontarci molte cose. Anch'io ne ho tante, che mi pesano sul cuore. Non con tutti gli amici si può essere sinceri come con te, gentile e mansueta canaglia!