— Dio buono! Il sentire l'amicizia è forse la sola virtù che posseggo, e ti giuro che, anche senza l'altre mie ragioni particolari, avrei fatto un viaggio tre volte più lungo, solo per la gioia di rivederti. Che vuoi? quanto più invecchio, tanto più m'avvedo che c'era in me, sotto il mio cuore di nemico degli uomini, un vecchio babbeo sentimentale. Poi mi prendono certe manìe... Per esempio questa: ora che sono a Roma, voglio andare a farmi benedir dal Papa... E gli bacierò la pantofola, se occorre.
— Buffone! Prendi una sigaretta e raccontami lo scopo vero della tua visita.
— Ah, scusa... tutto quello che vuoi, ma il vostro tabacco [pg!363] italiano, proprio non lo posso tollerare! Ho altre sigarette con me, ti ringrazio.
Ne accese una, ed appoggiando il gomito sul piumino trasse uno sbadiglio enorme.
— Dunque, — riprese, — io son venuto in primo luogo per pagarti un debito.
— Un debito? Non credo che tu ne abbia con me.
— Oh, oh!... sei un creditore molto smemorato, ma io son anche un debitore molto scrupoloso... Tieni.
Si aperse la giacchetta, trasse dal portafogli una busta gonfia e me la diede.
— Questo è denaro che ti spetta; non te l'ho mandato prima, sapendo che sarei venuto a Roma. Son novemila franchi: la tua parte esattamente.
— Ma, scusa, non capisco... — risposi, girando e rigirando la busta in ogni verso, senz'aprirla.