Lenta lenta, la vecchietta, che cicalava noiosamente, cambiò l'acqua nelle brocche, mostrò che i lenzuoli, un po' ruvidi eran freschi di bucato, aperse le finestre, calò una tendina, domandò se volessimo caricar la pendola... poi scese. I suoi zoccoli facevano su l'ammattonato un picchierellar distinto, che s'allontanava. Edoarda mi scoccò su la bocca due forti baci, ridendo. Impaziente le circondai con un braccio la vita, e, per attendere che la vecchierella tornasse, andammo a guardar fuori dalla finestra, sul cortiletto che meriggiava.
Una gallina, tutta gonfia, si strofinava le ali contro un covone di paglia; c'era un barroccio staccato, con le stanghe all'aria, davanti alla stalla; le innamorate colombe tubavano con soavità, nascoste dentro le celle dell'appaiatoio.
Poi la vecchierella tornò, portandoci due bicchieri di caffè ghiacciato e un tale suo vinetto chiaro chiaro, che ad ogni costo voleva lo si provasse.
E domandò se volessimo un bel vaso per i nostri fiori, e se fossimo signori di Roma, e quando fossimo giunti, e se avesse da prepararci una buona cena per l'imbrunire; e parlava e parlava, con la sua vocina stridula come il gridìo delle cicale che là fuori strillavano, finchè Edoarda si buttò sul letto e finse d'aver sonno, perchè la vecchierella se n'andasse con Dio. Allora chiusi l'uscio a chiave, la strinsi nelle mie braccia e scoppiammo a ridere di felicità, in un bacio che ad entrambi gonfiava la gola.
Il calor del giorno le accendeva il sommo del viso; i suoi capelli nerissimi luccicavano come un ebano polito.
Aveva un gesto suo, fin da quando era fanciulla: nel baciarmi, con una mano mi copriva gli occhi; un gesto [pg!375] che poteva essere pudore nella fanciulla ed era nella donna un desiderio di maggiore voluttà.
La svestii; nella sua camicia diafana pareva una rosa ravvolta in un velo; serrava, tra le labbra aperte, i denti minuti; gli occhi desiosi le brillavano al sommo delle guancie scolorate.
Ma fuori, che cantar di cicale, che tubar di colombe nascoste, che incantamento! che pace!... Oh, amori nella calda estate, mentre il sole avvampa l'arsa campagna e le cortine fan buia la camera, in un decrepito letto, con un'amante giovine!...
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Un po' ebbra, scese dal letto e andò verso il canterano, a cercar qualcosa fra gli anelli e la catene che vi aveva deposti confusamente. Nella penombra i suoi piedi scalzi biancheggiavan sul tappeto senza colore.