— Ecco: è naturale!... Vedi come parli tu!
Mi ricinse con le braccia, si fece piccola piccola, vicina vicina, e mi disse:
— Purtroppo tu non riesci a comprendere ch'io voglio confondere la mia vita nella tua, quasi non esistesse fra noi alcuna differenza. Non devi per me avere secreti! Tu ed io, io e te, fa lo stesso; nessuna paura ci deve mai dividere. Qualsiasi cosa m'accada, io te la racconto, e te la racconterò sempre; tu invece ti nascondi. Perchè? Certo perchè mi consideri come tutte le altre amanti che hai avute; non come l'amante unica, vera, quella che può sapere tutto.
Ed il sole era venuto fin sul letto, le dorava una gamba ignuda, guizzando sul raso del copripiedi.
— Ma non ti nascondo nulla, — osservai. — Non mi è possibile amarti più intensamente.
— Allora, poniamo un caso. Se tu, domani, avessi bisogno di denaro — via, non irritarti, perchè ho detto poniamo un caso... — dunque, se domani tu avessi bisogno di denaro, lo diresti a me? permetteresti a me di aiutarti?... No, è vero?
— Certamente no, — feci con un sorriso.
— Ecco, ed invece io non voglio! Pretendo che tu me lo dica sùbito, perchè, se domani, per esempio, ne avessi bisogno io, te lo direi sùbito.
— Ma è un'altra cosa.
— Come un'altra? No, è la stessa, identicamente la stessa! Tu, vedi, non arrivi a pensare come penso io, a volermi [pg!378] bene come te ne voglio io. Tutto è lecito fra noi, perchè io sono la stessa cosa di te, tu di me... comprendi?