Mi strinse di nuovo la mano, a lungo, più forte... Un pensiero mi venne, subitaneo, brutale: «Quella stessa mano, poche ore innanzi, mi aveva prodigate le carezze più folli, e certo le sue labbra smorte sapevano ancora de' miei baci...» — Tutto nella vita è così: un'irrisione, un gioco; ed il peccato, il dovere, la volontà, il ribrezzo, l'amore, la morte, si mescon necessariamente insieme, come nell'intreccio di una commedia imprevedibile.

A capo scoperto mi ritrassi, ed ella rimase nel mezzo della sala, immobile come un'erma, sotto il velo nero.

Andai vicino a Fabio con un po' di titubanza e gli dissi:

— Posso aiutarti a far qualcosa?

Egli aveva due biglietti fra i denti, un altro in mano, i guanti, il portafogli ed una borsetta posati davanti allo sportello.

— No, no, grazie — rispose mordendo i biglietti; — faccio tutto da me. — Dopo essersi bisticciato non so a qual proposito con l'impiegato, cacciò tutto alla rinfusa in una tasca, e con la spolverina da viaggio aperta, che gli sventolava intorno alle gambe, corse a spedire il bagaglio. Lo seguii con una specie di obbediente umiltà.

Gridò al domestico, ai facchini:

— Su dunque, fate presto! portate qui la roba!

— Ma spedisce anche questo, il signore? — obbiettò il domestico, mostrando una sacca di tela grezza.

— Sì, tutto si spedisce! Tutto, meno la borsa della signora. [pg!393] E tu, — disse alla donna, — stalle vicino! Cosa fai qui?