— Pensa ch'io t'amo ancora terribilmente! Non ho dimenticato, io!... Vedi, mi consumo tutta, perchè ti perdo, e lo so!
— Senti, senti, non parlare così... — la supplicai. — Tu soffri per colpa della tua immaginazione; sei fuori di strada, sei malata. Non è come tu credi. Solamente, il carattere di un uomo subisce talvolta una crisi... Allora le infantilità dell'amore passano, com'è naturale, mentre il sentimento rimane. Che hai? Su, dimmi, che hai?
[pg!45] Ella scuoteva la testa con maggiore insistenza.
— No, non cercare d'illudermi: l'amore non è una cosa che si finge. Meglio allora, mille volte meglio che tu non abbia questa inutile compassione di me! Credi forse che io non lo sappia? Finora non mi avevi mai fatto così male come oggi. Da che sei venuto qui, ogni tua parola, ogni tuo movimento, è stato per me come una ferita più profonda, più diritta nel cuore. Lo vedo: il tuo pensiero è altrove; io ti dò noia; non aspetti che l'ora di potermi lasciare, perchè, oltre a non amarmi più, adesso ne ami un'altra, lo so! lo so... e, guarda...
Di scatto sorse in piedi, con gli occhi un po' folli; una sua mano fece l'atto di volermi ghermire, ma invece, col braccio teso, ella descrisse un piccolo cerchio su sè stessa, girando sui talloni, e ricadde sopra il divano, sprofondandovi la faccia, balbettando:
— Ecco, mi farai morire!
— Ti esalti, Edoarda, ti esalti — le dissi, vinto da una dolorosa commozione. — Per carità, non farmi queste scene terribili! Sai pure quanto mi disperano!
Ed esagerando la mia sovraeccitazione, mi diedi a camminare per il salottino senza contenere qualche gesto violento. In silenzio, come intimorita, Edoarda si ritrasse contro la piccola scrivania, facendo uno sforzo per nascondere le sue lagrime.
Allora le andai vicino, con dolcezza:
— Tu, purtroppo, rimarrai eternamente una bimba! Non puoi convincerti che un uomo, il quale ha tanti pensieri fastidiosi per il capo, senta qualche volta un altro desiderio che non sia quello di prendere la sua donna fra le braccia e ripeterle quelle frasi appassionate che si dicono a vent'anni, quando non si ha nulla di più serio nè di più grave nella vita.