— Non avevi però vent'anni alcuni mesi or sono, — ella mi disse, lasciandosi carezzare i capelli.
— È vero; ma sono mutato. È una cosa recente. Non so, non lo comprendo neppur io.
— Dimmi, — ella fece, posandomi le due mani su le [pg!46] spalle, con un sorriso in cui tremava il dolore del suo martirio; — dimmi, chi è questa donna per la quale ti sei battuto?
— Ma non c'è! non esiste! — affermai, assolutamente incapace di farla più oltre soffrire.
— Sì, che c'è! Raccòntami! — E dagli occhi fermi le scendevan lacrime su la bocca sorridente.
— Cosa ti hanno detto, mio povero amore? — le domandai.
— Mi hanno detto... Ma no! voglio saperlo dalla tua bocca.
Orribile! orribile! Tutto era indegno, la finzione come la verità.
— Ebbene, vuoi sapere? Ecco: è un'antica amante, una forestiera conosciuta in viaggio, prima di te. L'ho ritrovata qui a Roma, per istrada; mi ha fermato, mi ha detto che l'andassi a trovare... Vi andai. Ecco, già che vuoi sapere, ti dico la verità.
Improvvisavo le parole ad una ad una, prendendo fiato per cercarne altre.